Segmentazione nel digital: come mirare al target utenti perfetto

Segmentazione nel digital: come mirare al target utenti perfetto

Le email che quotidianamente affollano la nostra casella di posta sono moltissime.

Per questo, il rischio per chi lavora costantemente con campagne DEM, ma in generale per tutti coloro che appartengono al settore digital, è quello di vedere il proprio lavoro ridursi a contenuto anonimo tra le migliaia di contenuti altrettanto anonimi che gli utenti del web trovano su schermi di pc e smartphone ogni giorno. Questo vale, appunto, per tutte le strategie e strumenti digital esistenti, dalle già citate campagne DEM a quelle SMS, dalla co-registrazione al native adv alle campagne social.

Ecco allora che entra in gioco una parola magica, trasversale per tutti i settori digital e che sarà il tema centrale di questo articolo: segmentazione.

A sostegno di questa strategia c’è un interessante studio dell’azienda Optimove, che ha evidenziato come l’invio di una newsletter all’intera lista del proprio database dia un guadagno medio minore rispetto ad una serie di mail personalizzate ed inviate in base alle varie categorie (25€ contro 36€ ndr), tutte ricavate dallo stesso database.

Detto ciò, vediamo ora quali sono le quattro principale macro-aree di segmentazione:

  • Demografica
  • Geografica
  • Psicografica
  • Comportamentale

Ognuna di queste aree si può ulteriormente suddividere in micro-aree, che permettono di andare ancora più in profondità nella ricerca dell’utente perfetto per voi o il vostro cliente. Scopriamole nel dettaglio.

Area demografica

  • Età
  • Genere
  • Reddito
  • Grado di istruzione
  • Stato sociale
  • Famiglia
  • Occupazione lavorativa

Area geografica

  • Regione
  • Città
  • Densità
  • Lingua
  • Clima
  • Popolazione

Area psicografica

  • Stile di vita
  • Personalità
  • Attività, Interessi, Opinioni
  • Abitudini
  • Valori
  • Preoccupazioni

Area comportamentale

  • Vantaggi ricercati
  • Frequenza di acquisto
  • Vari tipi di intenti
  • Engagement
  • Stato dell’utente
  • Buyer Stage
  • Life Cycle Stage

Una volta raccolti questi dati, combinarli tra loro vi permetterà di realizzare una segmentazione ancora più precisa; inoltre, ciò consente di creare gruppi specifici di Marketing Personas.

Ma non finisce qui, c’è ancora un aspetto da considerare: gli utenti sono tutti uguali? Assolutamente no.

Un bravo marketer deve essere in grado di distinguere gli utenti/clienti sui quali puntare, quelli insomma che hanno mostrato un interesse reale verso il nostro brand, da quelli che invece non hanno dimostrato alcun coinvolgimento. È verso la prima categoria, infatti, che dobbiamo rivolgere le nostre attenzioni e realizzare campagne ad hoc, così da aumentare l’engagement e, di conseguenza, la conversione.

Segmentazione nel digital: come riconoscere gli utenti di qualità

Esistono poi alcuni indicatori che possono aiutarci nella comprensione di quali sono gli utenti di qualità, sicuramente da tenere in considerazione e, come accennato prima, ai quali vanno dedicate molte delle nostre energie. Gli aspetti in questione che ci indirizzano maggiormente sono, ad esempio, il margine lordo in % delle vendite nette, i ricavi in % del valore dell’ordine e il valore dell’ordine per catalogo ricevuto o per stagione.

Ancora, è inoltre possibile individuare quali sono, invece, i potenziali clienti, così da poter creare una strategia personalizzata e farli rientrare nella categoria dei nostri clienti/utenti migliori. Queste tipologie di informazioni si possono ricavare analizzando l’ultima data di acquisto, il numero di stagioni attive, il punteggio sui vari canali utilizzati e il numero di diverse categorie di prodotti.

Esempi di segmentazione nel digital

Facciamo ora qualche esempio pratico di applicazione della segmentazione, così da rendere ancora più chiaro il discorso, partendo dall’automotive.

Per realizzare una campagna efficace nel settore, le macro-aree da considerare sono sicuramente quella demografica, quella psicografica e quella geografica.

Nella prima, si andrà a targettizzare in base ad età, genere, reddito e famiglia, nella seconda in base a stile di vita, attività e interessi, nella terza, invece, in base a dove sono ubicati eventuali concessionari. In questo modo, si avrà la possibilità di creare una campagna mirata e rivolta esclusivamente a coloro che, rispettando le caratteristiche “settate” per la campagna stessa, mostreranno un reale interesse nel prodotto offerto.

Cambiando settore ed occupandoci di Onlus, invece, non sarà necessario utilizzare la macro-area geografica, ma basterà focalizzarsi su quelle demografica e psicografica, selezionando il target in base ad età, genere, reddito e grado di istruzione per quanto riguarda la prima, stile di vita, attività, interessi, opinioni e valori per quanto riguarda la seconda. Anche in questo caso, sarà così possibile andare ad impattare il pubblico più sensibile e reattivo verso tale settore, aumentando le possibilità di avere conversioni alte e di qualità.

Ediscom, grazie ai numerosi strumenti digital a sua disposizione, vi offre la possibilità di realizzare campagne ad hoc, personalizzate e segmentate in base alle vostre esigenze e gli obiettivi che volete raggiungere.

Contattate quindi i nostri esperti per avere una consulenza gratuita e conoscere così la soluzione più adatta a te e più vantaggiosa per il tuo business.

2018-10-26T11:01:24+00:00 By |Webmarketing|