Marketing

Le tendenze del digital marketing nel 2020: prima parte

Le tendenze del digital marketing nel 2020: posizioni 1-14

1. Intelligenza artificiale: la prima posizione della lista è occupata dalla cosiddetta AI, ossia quella tecnologia in grado di risolvere problemi e di riprodurre attività proprie dell'intelligenza umana. Di anno in anno le aziende se ne interessano sempre di più, per numerosi motivi: ottenere un vantaggio competitivo, scoperta di nuovi business, non perdere terreno dai competitor, riduzione dei costi e assistenza alla clientela.
Questa tecnologia è già implementata da numerosi giganti del tech, e con il progressivo apprendimento delle dinamiche linguistiche, sarà presto una colonna portante del rapporto tra le aziende e la loro customer base.

2. Pubblicità Programmatic: grazie alla appena menzionata Intelligenza Artificiale, il mercato della compravendita di spazi pubblicitari è stato rivoluzionato in pochi anni. Un alto grado di automazione ha permesso di acquistare spazi pubblicitari online tramite software, mettendo in comunicazione in tempo reale la domanda (rappresentata dai soggetti che vogliono promuovere un messaggio pubblicitario) e l’offerta (rappresentata dalle concessionarie che vendono gli spazi pubblicitari per conto degli editori). L’anno passato ha visto un investimento a livello globale pari a 100 miliardi di dollari, equivalenti al 65% del mercato media, e le stime sono in aumento costante.

3. Chatbot: nell’ottica del rapporto tra azienda e customer base, l’intelligenza artificiale sta giocando un ruolo fondamentale di supporto. Per quanto i ritmi di lavoro “tradizionali” siano ancora ampiamente riconosciuti e tutelati, la navigazione ha portato gli utenti a percepire il commercio digitale come qualcosa che scinde dagli orari regolari. L’aspettativa che un sito sia online 24/7 spesso viene confusa con l’idea che ci sia sempre qualcuno dietro pronto a rispondere a tutte le esigenze. Sfruttando questa circostanza ed unendola al fatto che la maggior parte delle richieste dei clienti riguardi uno spettro limitato di problematiche, un bot adeguatamente sviluppato può sostituire in toto l’intervento umano.

4. Marketing via conversazione: In linea con il paradosso della “disponibilità 24/7” appena menzionato, il commercio online ha anche ridotto lo spettro di possibile conversazione ad un numero molto ristretto di canali. Al giorno d’oggi, la comunicazione avviene al 99% via mail e attraverso piattaforme di messaggistica social. Questa razionalizzazione si riflette, sul piano strategico, nella proposta da parte delle aziende di un canale di contatto, assistenza e dialogo più diretto, sotto forma di chat.

5. Personalizzazione: Le statistiche parlano chiaro, nel 2020 gli individui online saranno maggiormente attratti da un brand più il loro rapporto sarà percepito come “unico” e personalizzato. Ormai i format della pubblicità modello “pesca a strascico” non performano in modo sufficiente, e numerose compagnie se ne sono accorte, rispondendo di conseguenza. Easy-Jet ha lanciato una campagna di posta elettronica basata sulla cronologia dei viaggi dei clienti con la compagnia aerea, per creare storie personalizzate. Questi itinerari sono stati inviati, sotto forma di suggerimento, in circa 12,5 milioni di email uniche, portando una percentuale di clic superiore del 25% rispetto alle email non personalizzate.

6. Video Marketing: il format video, da qualche anno a questa parte, è diventato il re dei canali di comunicazione tra azienda e consumatore. Un anno fa Youtube, da solo, poteva contare su 1.300.000.000 di utenti iscritti, 300 ore di video caricate al minuto e 5 miliardi di video guardati ogni giorno. Questi numeri, per quanto impressionanti, riguardano solo il sito in questione, e non è difficile immaginare come l’insieme dei contenuti video online caricati e consultati giornalmente sia ben superiore.

7. Influencer Marketing: riprendendo i concetti di fidelizzazione, personalizzazione e rapporto 1:1, l’influencer marketing riesce ad oltrepassare parzialmente quel filtro di titubanza proprio della comunicazione aziendale standard, verticale e asimmetrica. L’influencer standard, per come si è sviluppato negli ultimi anni, rappresenta un canale di comunicazione privilegiato, in quanto considerato dagli utenti al pari di un “amico”, quindi maggiormente degno della loro fiducia. Questa dinamica ha visto una continua crescita negli ultimi cinque anni, ma le previsioni per il futuro sono (seppur stabili) ancora incerte.

8. Applicazioni di messaggistica social: con l’ingresso del business dentro le piattaforme di messaggistica social, è stato sdoganato anche l’ultimo canale in cui era possibile comunicare “da persona a persona”. Ci sono dei dati a riguardo? Ogni mese vengono inviati 10 miliardi di messaggi tra persone e aziende su Facebook Messenger, WhatsApp ha 1,6 miliardi di utenti attivi e 55 miliardi di messaggi vengono inviati ogni giorno, e le tre principali app di messaggistica sociale - WhatsApp, Facebook Messenger e WeChat - hanno più utenti combinati di Facebook o YouTube insieme.

9. Ricerca per immagini: lo sviluppo incessante dell’AI ha permesso a Google di introdurre nel proprio motore la “ricerca visuale”: caricando infatti un’immagine online (oppure scansionando un QR), è possibile ricevere direttamente un link di reindirizzamento o una SERP maggiormente dettagliata, rispetto alla classica ricerca per parole chiave. In pochi anni le parole saranno solo uno dei modi di ricercare contenuti online, perdendo il monopolio decennale, a tutto vantaggio della qualità dei risultati.

10. Micro Momenti: si intende per Micro Momento quell’attimo in cui una persona, armata di forte volontà, utilizza un dispositivo per un’azione definita – ricerca, indicazioni, azione o acquisto. “Voglio sapere”, “Voglio andare”, “Voglio fare”, “Voglio comprare”, sono questi i micro momenti che domineranno gli anni a venire, e per sfruttarli a dovere i marketers dovranno ripensare l’attuale concetto di funnel e ricalibrarlo per inserire il proprio brand nel momento e nel posto giusto. Il percorso del cliente è destinato a diventare sempre più dinamico e imprevedibile, in quanto deve rispondere ai rapidi cambiamenti nei desideri dei consumatori. Dopotutto, nell'era mobile, tutto è a disposizione con pochi clic di un pulsante.

11. Ricerca vocale e Interfacce smart: Il crescente utilizzo della ricerca vocale ha reso importante per le aziende ripensare le proprie strategie di marketing digitale nel 2020. Qualche statistica?
- Il 50% di tutte le ricerche avverrà tramite voce entro il 2020
- Entro il 2022, il 55% di tutte le case americane avrà un altoparlante intelligente
- Il 72% delle persone che possiede smart speakers, come Alexa o Google - Home, afferma che i loro dispositivi vengono utilizzati come parte delle loro routine quotidiane
- Lo shopping vocale salterà a $ 40 miliardi nel 2022, rispetto ai $ 2 miliardi di oggi
- Le spedizioni globali di altoparlanti intelligenti sono quasi triplicate tra il 1 ° trimestre 2018 e il 2 ° trimestre 2019, passando da 9,36 milioni di unità a 26,1 milioni di unità.
Nel complesso, il futuro vedrà un utilizzo di smart speakers in crescita costante.

12. Social Media Stories: dal momento della loro comparsa su instagram, a fine 2016, le cosiddette stories hanno ridefinito il concetto di fruizione dei contenuti sul social. La presenza di questi contenuti online, di sole 24 ore, inserisce l’utente in una dinamica di FOMO (Fear of missing out), ossia di curiosità spinta dalla paura di perdere qualcosa. Per un’azienda in grado di sfruttarle a dovere, le storie (su facebook, instagram o snapchat) possono portare ad una maggiore brand awareness, un canale continuo di comunicazione con i followers, una riduzione dei costi, un aumento del traffico e la possibilità di raggiungere un pubblico più giovane.

13. Le notifiche push sul browser: I recenti aggiornamenti legati al GDPR (General Data Protection Regulations) e filtri più severi hanno intaccato la potenza dell'email marketing, negli ultimi anni. Inoltre, il pubblico più giovane preferisce altri metodi di comunicazione, e quando si parla di brands minori sono i touch points (canali di comunicazione), meglio è. In quest’ottica le notifiche push sul browser risolvono queste controversie, garantendo un contatto immediato e una limitata dispersione di informazioni. Una comunicazione troppo invasiva e o non coerente tra i vari canali rischia solo di indurre nell’utente un sentimento di repulsione.

14. Il content marketing per dominare la SEO: A novembre 2019 Google ha lanciato alcuni importanti aggiornamenti al suo algoritmo di ricerca, tra cui il nuovo sistema BERT, progettato per aiutare Google nei suoi sforzi per comprendere il linguaggio naturale che le persone usano nelle loro query di ricerca. Il consiglio di John Mueller (Google) è che "piuttosto che inseguire le ultime tendenze SEO, è più importante garantire che un sito abbia velocità elevate, collegamenti utili e contenuti ben scritti". Nel 2020, il marketing dei contenuti è così importante che l'88% dei marketer di contenuti B2B concorda sul fatto che sia questo fattore a far considerare dal pubblico la propria organizzazione come una risorsa credibile e affidabile.
Il prossimo mese vedremo altri trend e tecnologie da non perdere di vista nel 2020, restate sintonizzati!