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Come ottimizzare il retargeting di una campagna su Facebook

A breve scopriremo allora come fare retargeting su Facebook, quali sono i vantaggi derivanti dall’utilizzo di questo tipo di strategia e come questo strumento permetta di raggiungere ottimi risultati e aumentare le conversioni, a fronte di un abbassamento della spesa sostenuta.

Cos’è il Facebook retargeting?

Il Facebook retargeting è una tecnica che permette di raggiungere un pubblico personalizzato che ha già visitato il nostro sito web e che, quindi, ha già avuto modo di scoprire il nostro brand e ciò che offre. In gergo, si parla infatti di un “pubblico caldo”, proprio perché formato da utenti che, in breve, hanno già superato la fase di brand awareness, quella insomma che rappresenta la parte alta del funnel e che viene indicata con la sigla TOFU (Top of the Funnel).

Per rendere ancora più chiaro il concetto di “pubblico caldo”, proviamo a chiarire quello che rappresenta l’esatto opposto, facendo quindi un esempio di “pubblico freddo”. Intanto, con quest’ultima espressione intendiamo una tipologia di utenti che non hanno mai incontrato, nella loro esperienza digitale, contenuti riguardanti il nostro brand, motivo per cui sarà fondamentale organizzare per loro una strategia comunicativa diversa, volta a far conoscere le peculiarità del marchio e far loro scoprire qualcosa di più sui suoi valori e punti di forza.

Provate ad immaginare le dinamiche in un rapporto di conoscenza fra due persone: il pubblico freddo corrisponde al momento in cui una delle due vede casualmente la foto dell’altra su Facebook e decide di chiederle l’amicizia; il pubblico caldo possiamo invece paragonarlo già al primo appuntamento, o quantomeno alle prime conversazioni in chat per conoscersi meglio.

Ma riprendiamo il focus del discorso e capiamo quali sono gli strumenti necessari per poter fare Facebook retargeting.

Campagne retargeting Facebook: l’importanza del pixel

Prima di capire più nel dettaglio quali tipi di pubblico si possono creare e impattare e come fare retargeting su Facebook, è importante comprendere qual è la fonte di tracciamento che la piattaforma utilizza per registrare e raccogliere i dati derivanti dal traffico sul sito web di riferimento, vale a dire il pixel. Il Pixel di Facebook altro non è che una stringa di codice JavaScript che va inserita all’interno del sito e che, una volta eseguita l’operazione, ci permetterà appunto di tracciare tutta l’attività che avviene sul sito stesso.

Non è certo obiettivo di questo articolo spiegare come si installa il pixel per il Facebook retargeting, ma sappiate che esistono tre strade possibili per farlo e che il social è fornito di una procedura guidata che rende molto semplice questa operazione. A questo punto, entriamo nel concreto e veniamo al nocciolo della questione.

Come fare retargeting su Facebook: tutti i vantaggi

Il Facebook retargeting permette di raggiungere utenti, come accennato nella prima parte dell’articolo, che hanno in qualche modo già interagito con i contenuti del nostro sito e, di conseguenza, sono già venuti a contatto con il brand. Vediamo allora nel concreto come sfruttare questo strumento per creare campagne retargeting su Facebook.

Grazie al pixel del colosso di Menlo Park si possono creare dei pubblici personalizzati che, ad esempio, hanno interagito con il nostro sito, oppure con una pagina specifica presente al suo interno. Si può poi formare un pubblico che ha interagito con una parte precisa di una pagina specifica del sito (ad esempio la call to action di un form) o, ancora, solo con pagine il cui url contiene determinate parole.

Tutte queste azioni vengono chiamate “eventi” e possiamo anche scegliere la finestra temporale durante la quale gli utenti hanno compiuto una determinata azione.

Esempio di pubblico: “persone che hanno visitato il sito web negli ultimi 30/60/90… giorni”

Inoltre, se possedete un e-commerce e avete un catalogo prodotti sulla vostra pagina Facebook, potete anche fare retargeting su chi ha visualizzato o salvato i vostri prodotti, chi ne ha aggiunti al carrello ma non ha finalizzato l’acquisto e anche su coloro che hanno già acquistato qualcosa dal vostro shopping online.

Impostando questa tipologia di campagna, avrete quindi un doppio vantaggio. Intanto, si tratta di uno strumento che permette in maniera concreta ed efficace di convertire in clienti coloro che non hanno compiuto l’azione da voi desiderata, utenti che altrimenti andrebbero persi e che, quindi, rappresenterebbero un’occasione mancata.

Secondo, ma non meno importante, agire su un pubblico caldo porta con sé delle agevolazioni anche in termini economici e, per farvi comprendere meglio questo concetto, vi portiamo un esempio concreto.

Immaginate di voler vendere un prodotto presente sul vostro sito e utilizzare Facebook come veicolo pubblicitario per convincere il maggior numero di utenti ad acquistarlo. Una campagna Facebook indirizzata ad un pubblico “broad” (vale a dire definito solo in base agli interessi) avrà certamente risultati diversi rispetto alla stessa campagna realizzata, però, tramite il Facebook retargeting.

Nel primo caso, infatti, si andrà ad impattare un pubblico freddo, mentre nel secondo caso uno caldo, che ha già avuto a che fare con il nostro brand o che, addirittura, ha magari già acquistato un nostro prodotto. Questa seconda soluzione porta inevitabilmente con sé ad un aumento del CTR (il tasso di click sul link dell’inserzione rapportato alle impression) e ad un abbassamento in termini di costi generali per raggiungere il proprio obiettivo; questo, molto semplicemente, per il semplice fatto che è più probabile ottenere una conversione da un utente che già ci conosce (soprattutto se la conversione riguarda un’azione importante come un acquisto) che non da uno che si è imbattuto in noi per la prima volta.