Pagamenti contactless, identità digitali, intelligenza artificiale e big data…

Potrà sembrarvi banale, ma questa volta abbiamo deciso di parlare, in maniera più ampia e appofondita, di trasformazione digitale! 

Un argomento che abbiamo deciso di trattare non a caso in questo momento, a poche settimane dall’inizio del Forum IAB di Milano. Gli organizzatori dell’evento, infatti, uno dei più importanti sul digital non solo in Italia ma anche in Europa, hanno scelto come tema principale per l’edizione 2018 proprio la società digitale nel suo complesso, rappresentato dal claim ufficiale “I AM EVERYWHERE – Challenges of Mobile Society”.

Senza peccare di presunzione, vi chiediamo quindi di non farvi ingannare dalle apparenze, proseguire nella lettura e commentare solo una volta terminato l’articolo: il nostro obiettivo, qui, sarà infatti quello di chiarire meglio in cosa consiste questa rivoluzione del digital che interessa in modo particolare il momento storico che stiamo vivendo e approfondire il concetto, appunto, di “trasformazione digitale”, spesso semplificato.

Quando si parla di trasformazione digitale, solitamente si intende tutto ciò che riguarda, ad esempio, tanto la creazione di un sito web responsive in chiave mobile quanto una strategia social efficace, ma la questione è un’altra: la vera trasformazione deve andare oltre il semplice prodotto finito.

La trasformazione digitale consiste infatti anche nel saper adattare la cultura del business e il modo in cui agisce per lavorare con le nuove tecnologie, e non viceversa.

Per comprendere meglio questo concetto, ci viene in aiuto un sondaggio realizzato da Econsultancy e chiamato “Effective leadership in the digital age”, per il quale sono stati intervistati 15 manager C-suite, vale a dire i più importanti all’interno di un’azienda, oltre a 439 dipendenti senior di diverse associazioni e settori.

Il 30% degli intervistati crede infatti che trasformare la cultura dell’organizzazione sia sinonimo di trasformazione digitale; il 24% afferma che si riferisce ai “modi di lavorare”, mentre l’8% ritiene che l’adozione di nuove tecnologie IT sia equivalente al concetto.

Dalla ricerca è emerso che il 75% dei partecipanti crede che le priorità nelle strategie digital e la direzione da intraprendere in una data realtà siano piena responsabilità degli alti dirigenti, dato questo in forte crescita.

Nulla cambia, inoltre, se si prendono in considerazione le associazioni, sempre più convinte che la definizione di budget e obiettivi siano prerogativa esclusiva della proprietà.

In ottica di continua trasformazione, poi, fondamentale è il comportamento dei clienti e consumatori, anch’esso in continua evoluzione. Per questo, avere una visione a lungo termine efficace nella propria strategia implica un continuo cambiamento, in quanto tecnologia e clienti cambiano e si sviluppano in contemporanea.

Alla luce di tutto questo, risulta fondamentale creare un nuovo modo interno di lavorare e comunicare, da intendersi come parte integrante del processo di trasformazione digitale, nel quale è anche necessario introdurre alcune esperienze digitali che permettano il passaggio dall’azione “parlo di ciò che vendo” a “mi focalizzo sugli interessi e le passioni del mio potenziale cliente”, al quale bisogna offrire un’esperienza personalizzata e curata attraverso i nostri canali.

Chiunque faccia parte del mondo digital, perciò, deve tenere bene a mente una cosa: lavorare in questo settore significa certamente avere un punto di partenza, ma non ci sarà mai una fine, un vero punto di arrivo.

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