Quasi tutti le utilizziamo quotidianamente ed è quasi impossibile che qualcuno non ne abbia mai inserita almeno una all’interno di un proprio messaggio, ad esempio su Whatsapp, in tutta la sua vita: stiamo parlando delle emoji.

Ma avete mai pensato alle emoji come ad uno strumento di marketing?

Cerchiamo di spiegarci meglio e chiarire il concetto di Emoji Marketing, cominciando ad analizzare la differenza tra emoticon e emoji.

Le prime, americane, sono infatti state create da Scott Fahlman, all’inizio degli anni ’80. Il loro nome deriva dall’unione delle parole inglesi emotion e icon; in sostanza, si tratta di espressioni del viso tipicamente umane, create attraverso l’accostamento di più caratteri.

Le emoji, invece, sono giapponesi, ideate da Shigetaka Kurita e nate quasi vent’anni più tardi, alla fine degli anni ’90, rispetto alle emoticon. In tutto, erano 176; ora sono 2800 e, nel corso del 2019, ne verranno introdotte altre 230.

Ma torniamo alla domanda iniziale e portiamo alla luce alcuni dati interessanti, che fanno capire come l’inserimento di queste piccole “icone” nella nostra strategia di marketing, se fatto con consapevolezza, potrebbe anche aiutarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi.

Emoji Marketing: comunicazione immediata e impattante

Per prima cosa, basta pensare al tempo storico in cui viviamo per capire la potenzialità di questo strumento. La nostra, infatti, è una società frenetica, caratterizzata da tempi sempre più limitati da dedicare a sé stessi; per questo, l’immediatezza ricettiva data da un’immagine rispetto ad un contenuto scritto è sicuramente d’aiuto per economizzare i pochi momenti a disposizione e sfruttarli al massimo. Per acquisire un’immagine, infatti, il cervello impiega solamente 1/10 di secondo, un aspetto più che positivo se pensiamo a quanto poco tempo serve ad un adulto per perdere la concentrazione, vale a dire non più di 8 secondi. Non a caso, aggiungiamo un dato interessante, 6 contenuti su 10 di quelli che troviamo sui social media contengono immagini.

Essendo quindi anche le emoji delle immagini, in grado di trasmettere emozioni in modo immediato, è molto importante inserirle all’interno dei propri contenuti. Così facendo, infatti, potrete catturare più facilmente l’attenzione degli utenti e, al contrario di quello che si potrebbe pensare, non solo dei più giovani. Il 77% degli utenti tra i 55 e i 64 anni infatti, giusto per fare un esempio, utilizza le emoji su Messenger.

Sull’utilità dell’Emoji Marketing a livello comunicativo sono d’accordo gli utenti americani. Secondo il 70.4%, infatti, queste aiutano ad esprimere in maniera più chiara ciò che stanno pensando; quasi il 65%, invece, le utilizza perché ritiene che i propri interlocutori possano comprendere meglio ciò che vogliono comunicare.

Instagram: il social per eccellenza dell’Emoji Marketing

Entrando più nello specifico e parlando per esempio di Instagram, il 50% dei post pubblicati contiene emoji.

A questo punto, però, potrebbe sorgere spontanea una domanda: qual è il numero ideale di emoji da inserire all’interno di un post?

Anche in questo caso basiamoci su dati reali, citando uno studio di Quintly, tool esperto in analisi dei social media.

Dal report, realizzato analizzando quasi 9 milioni di post pubblicati tra gennaio e settembre 2018 da oltre 44 mila profili Instagram, si evince come quasi il 36% utilizza tra 1 e 3 emoji per post; l’8.3% ne usa invece tra 4 e 10, mentre un esiguo 1% oltre 10 emoji.

Parlando di interazioni, lo studio identifica la fascia 1-3 emoji/post come quella con maggiore engagement nei profili con almeno 1 milione di follower.

Emoji Marketing: social media ma non solo

Per un Social Media Manager, che vive quotidianamente realtà come Facebook e Instagram, non è difficile comprendere quanto l’utilizzo di emoji possa rendere più appetibile e interessante i propri contenuti; questo stratagemma, però, può mostrarsi estremamente utile anche con altri strumenti di Digital Marketing come, per citarne uno, l’Email Marketing.

Secondo uno studio Mailup, infatti, tra i brand che hanno inserito emoji nell’oggetto delle proprie campagne, il 56% ha riscontrato una crescita nelle aperture uniche.

Se quindi siete alla ricerca di nuove strategie digital da sperimentare in questo 2019, l’Emoji Marketing è sicuramente una di quelle da tenere in considerazione.

Un ultimo consiglio: comprendere il linguaggio delle emoji non è così scontato come sembra e di alcune di queste viene spesso travisato il significato. Per questo, esiste l’enciclopedia web ufficiale, Emojipedia, in cui potete trovare i siginficiati delle singole emoji e tutte le novità in tempo reale, come le 230 nuove emoji che verranno aggiunte nel 2019 

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