Nel 2017 erano già oltre 30 milioni i dispositivi che utilizzavano ricerche vocali e, tra questi, il 40% sfruttava il Voice Search quotidianamente.

Secondo alcune previsioni, inoltre, la metà degli utenti efettuerà ricerche esclusivamente vocali entro il 2020.

Una tendenza, questa, più o meno confermata da un recente sondaggio di Linkedin, social media dedicato al mondo del lavoro e del business per eccellenza; secondo questo studio, infatti, entro il 2012 il 30% delle ricerche avverrà tramite il voice search.

Voice Search come strategia marketing: è davvero efficace?

Leggendo queste percentuali, la conclusione è abbastanza semplice: rinunciare ad investire anche solo una piccola parte del proprio budget e delle proprie risorse in questa nuova frontiera del marketing potrebbe voler dire, in via empirica, rinunciare a circa 1/3 del nostro pubblico potenziale.

Nonostante questo, i dati raccontano di un numero molto basso di aziende che investono realmente in quello che potremmo definire Voice Search Marketing; nella maggior parte dei paesi, infatti, la percentuale di realtà che investono in questo campo non supera mai il 10%.

Il sondaggio realizzato da Linkedin ci svela inoltre che il 43% dei membri della piattaforma ha affermato che l’integrazione delle ricerche vocali all’interno della propria strategia non ha portato ad alcun risultato concreto; ancora, solo il 14% degli intervistati era convinto che si trattasse di un investimento positivo.

Il motivo principale di questo scetticismo, come quasi sempre accade, è di natura puramente economica: insomma, il ROI non soddisfa, e non giustifica, l’investimento.

Un esempio semplice e concreto per rendere meglio l’idea.

Se è vero, come affermato all’inizio, che sfruttando il Voice Search è possibile raggiungere il 30% degli utenti su Internet, non vi è alcuna certezza matematica che l’intera percentuale venga poi effettivamente monetizzata.

Quando un utente realizza una ricerca vocale, inoltre, questa non è quasi mai collegata ad un’intenzione di acquisto; questa si verifica infatti solo nel 2% dei casi.

Ecco quindi spiegati i motivi per cui, molto probabilmente, sono ancora pochi gli esperti di marketing che hanno deciso di investire realmente nel Voice Search. Ovviamente, nel nostro settore vige una regola non scritta, ma fondamentale: mai sottovalutare un quasiasi nuovo campo di investimento.

Ricerche vocali e marketing: dove si investe maggiormente

La percentuale più alta di aziende che mostrano reali intenzioni di investimento su strategie di marketing ottimizzate per le ricerche vocali si colloca in Medio Oriente e Nord Africa, dove raggiunge il 16%. A seguire troviamo Regno Unito, Brasile e Sud-est asiatico, dove la percentuale si attesta al 14%.

I paesi in cui si riscontra il maggiore successo del Voice Search, non per caso, sono ovviamente quelli con una forte mentalità mobile-first, dove navigare in rete utilizzando le ricerche vocali al posto della tastiera è molto diffuso. In questo caso, il primato è dell’India. Qui, il 20% degli esperti nel settore digital è convinto che il Voice Search Marketing faccia addirittura la differenza se inserito nella propria strategia di marketing; il 14% delle aziende indiane ha invece già investito in questa nuova frontiera.

Chiudiamo con una breve panoramica sull’Europa.

Lo stato europeo con la percentuale maggiore di aziende che investono sull’ottimizzazione del Voice Search per il marketing è la Spagna con l’11%; segue a ruota la Germania con il 10%.