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Marketing del colore e identità di brand

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Quante volte è capitato di non ricordare il nome di un brand, ma di avere ben impresso il colore del logo? Non si tratta di un caso, ma di un fenomeno ricorrente e studiato dagli esperti di psicologia dei colori marketing.

Molte aziende oggi fanno uso di tecniche grafiche che si basano sull’accostamento dei colori per catturare l’attenzione, veicolare dei messaggi e plasmare la percezione del marchio nella mente dei clienti.

In questo articolo parleremo dei colori marketing, delle funzioni che assumono in una strategia di vendita e come integrarli al meglio nella brand identity.

Colori Psicologia Marketing

Come sappiamo, per vendere un prodotto, è fondamentale creare un bisogno, e per farlo, i marketer devono individuare interessi e desideri dell’audience.

Invece di parlare di marketing, oggi è più opportuno parlare di neuromarketing, proprio perché i contenuti pubblicitari sono studiati per stimolare la parte del cervello legata alle emozioni.

Gli studiosi hanno individuato nei colori un potente mezzo di comunicazione, perché ognuno viene associato ad una serie di valori e significati in maniera inconscia. Naturalmente, si tratta di convenzioni sociali, perciò la sensazione che un individuo proverà difronte ad una data colorazione non coinciderà necessariamente con quella di un altro, soprattutto se appartenenti a culture lontane tra loro.

Tuttavia, aggiustando il tiro e analizzando le percezioni dei colori marketing più comuni all’interno del target di riferimento, un’azienda può davvero fare la differenza rispetto ai competitor.

Vediamo, nel prossimo paragrafo, quali obiettivi di business possono essere raggiunti con una corretta scelta cromatica.

Funzioni dei colori marketing

In tutti i messaggi che il brand veicola, la componente grafica è fondamentale e qui concorrono elementi come il font, le immagini e, appunto, i colori. In generale, si scelgono tinte calde per trasmettere spensieratezza ed emozione; quelle fredde, invece, sono associate a sicurezza e serietà. Adottare quella giusta equivale, quindi, a trasmettere una sensazione, oltre che un’informazione.

Qualora, invece, si stia cercando di invogliare il cliente verso un’azione specifica, ad esempio la conferma di un acquisto online, si può decidere di tingere in una certa maniera il bottone di invio della richiesta. Le CTA sono l’esempio lampante di questa tecnica: le troviamo spesso evidenziate con colori accesi, in molti casi in verde, e risultano molto efficaci per catturare lo sguardo dell’utente in una pagina web e spingerlo a cliccare.

Ultima ma non certo per importanza, la funzione di creazione della brand identity. Se, come abbiamo visto, ad ogni tinta è associato un valore, quello che un’azienda dovrebbe fare è scegliere la palette che più rispecchia la sua identità e riproporla ogni volta che comunica con l’esterno. Così come l’individuazione del tono di voce e dello stile narrativo, anche la scelta cromatica concorre alla definizione dell’identità del brand. Oltre a dare un’idea di ordine, chiarezza e coerenza, i colori marketing distinguono un marchio rispetto alla concorrenza e sono fondamentali per il principio di riconoscibilità.

Sapresti dire quali sono i colori più adatti per raggiungere gli obiettivi che abbiamo appena descritto? Scopriamolo nel prossimo paragrafo.

I principali colori del marketing

Come abbiamo detto, dietro alla psicologia dei colori marketing ci sono studi che cercano di catalogare su una scala valoriale ogni sfumatura cromatica.

Vediamo adesso le principali tonalità e a quali ambiti e contesti si adattano meglio.

Il rosso è uno dei principali colori marketing, perché ha un grande potere attrattivo e può assumere diversi significati. L’emozione primaria è quella di immediatezza, che si può declinare sia in negativo, pensiamo ad esempio al pericolo che trasmettono i divieti stradali, sia in positivo, come elemento di messa in rilievo di eventi o persone, ad esempio il red carpet. In quest’ultima accezione, il rosso è utilizzato moltissimo nei loghi dei brand che vogliono comunicare in maniera molto decisa la loro leadership rispetto ai competitor. Pensiamo alla bevanda gassata più famosa del mondo e a come si è imposta, non solo commercialmente, ma “cromaticamente” sul mercato.

Il blu è una tonalità che trasmette tranquillità, per cui chi sceglie di utilizzarlo vuole dare un’idea di un marchio affidabile, stabile e sicuro. Settori come quello finanziario se ne servono per far sentire al sicuro i clienti che a queste aziende affidano i propri risparmi. Nell’ambito economico, usare il rosso non sarebbe affatto conveniente, perché viene immediatamente associato alla perdita e al debito.

Il nero è un must: esprime eleganza, autorità e concretezza. Dal settore moda fino alla consulenza informatica, non è designato per un singolo campo d’azione ed è praticamente onnipresente. Tuttavia, essendo una tinta neutra a cui l’occhio è abituato, per risaltare andrebbe accostato ad altre tonalità, così da potenziare il messaggio da veicolare.

Tra gli altri colori marketing abbiamo: il verde, per tutti quei business che hanno a che fare con il concetto di green e benessere, perché conferisce serenità; l’arancione, per brand giovani, creativi e innovativi; il giallo, adatto soprattutto a marchi che hanno bisogno di attirare l’attenzione, ad esempio per la ristorazione o le stazioni di servizio, i cui store devono essere visibili su una strada trafficata.

Soluzioni per la brand identity

Come abbiamo visto, scegliere la giusta sfumatura significa attribuirsi tratti e caratteristiche che determineranno l’immagine del marchio presso il consumatore.

Se individuare le tinte da usare può non essere così immediato, un primo passo è escludere quelle che sono diametralmente opposte al concept del brand.

Se, ad esempio, si vendono prodotti per l’igiene della casa, bisognerà abolire colorazioni come il marrone, che nell’immaginario collettivo è riconducibile allo sporco. Questo perché, se l’idea da veicolare è quella di pulito, seppure in un’ottica di “annullamento” dell’elemento sporcizia, nella mente del cliente si susciterà una sensazione negativa.

Per non incappare in errori che potrebbero compromettere l’immagine del tuo marchio, affidati a professionisti come Ediscom, azienda leader nel settore del web marketing in grado di progettare soluzioni su misura per i clienti interessati a potenziare il Branding.

Mettendo in campo strumenti come la DEM e il native advertising si possono migliorare la percezione e il posizionamento sul mercato, perché si va a lavorare, da un lato, sulla brand awareness, e dall’altro, sulla creazione di valore intorno a prodotti e servizi.

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