Deliverability: qualunque esperto di email marketing non solo conosce questo termine, ma lo ritiene anche uno dei parametri più importanti, a cui fare costantemente attenzione.

Come spesso ci capita, facciamo una premessa: il 90% delle email che un utente riceve non sono state richieste direttamente da quest’ultimo.

Detto questo, è facile intuire come la deliverability, vale a dire la capacità delle mail di raggiungere i propri destinatari, sia un elemento fondamentale ed è altrettanto indispensabile, di conseguenza, tenere sempre d’occhio tutti i fattori che la influenzano.

Per quale motivo?

Risposta semplice: per evitare che i filtri dei vari provider di posta (Apple, Google, Microsoft, ecc…) dirottino le vostre email nello spam degli utenti a cui vi rivolgete.

Cerchiamo allora, insieme, di capire quali sono gli elementi che possono condizionare la deliverability, facendo una distinzione tra interni ed esterni.

I primi, quelli interni, sono i più facili da gestire.

Partiamo dall’inizio: l’oggetto.

L’oggetto di una mail è fondamentale quando si realizza una campagna DEM e va creato seguendo una serie di regole. Ad esempio, è un’ottima scelta quella di evitare parole come “gratis”, “promozione”, “offerta” e simili, ma anche quella di non scrivere tutte le parole in maiuscolo, utilizzare il simbolo del dollaro “$” e troppi segni di punteggiatura. Questo perché si tratta di tutti elementi che attirano l’attenzione e, di conseguenza, motivazione sufficiente per essere considerati come spam.

Fate attenzione, poi, all’uso degli URL Shortener come Bit.ly e Goo.gl (che Google ha deciso di chiudere e, quindi, smetterà di funzionare il prossimo 30 marzo 2019), che possono essere visti come escamotage per camuffare link spam o diretti a determinate pagine o prodotti esterni.

Ancora due consigli, prima di passare ai fattori esterni.

Prima di tutto, quando create il testo della vostra mail fate in modo che non contenga troppe parole maiuscole e un’eccessiva punteggiatura e di comporlo utilizzando una terminologia non eccessivamente commerciale. Fate poi attenzione al rapporto immagini/testo. Tenete infatti in considerazione che la maggior parte degli utenti consulta la posta tramite smartphone, con il rischio di una connessione non efficiente e che, quindi, carica le foto lentamente. Esistono poi alcuni client che bloccano direttamente le immagini inserite nel corpo mail, rendendola difficilmente fruibile.

Infine, pur essendo una normativa americana, seguite le regole della legge CAN-SPAM: inserite sempre il link che permette agli utenti di cancellarsi dalla vostra lista, il nome e i contatti della vostra azienda e, se ricevete richieste di cancellazione, attuatele entro dieci giorni.

Quali sono, invece, gli elementi esterni che condizionano la deliverability?

Uno dei fattori che può condizionare, in meglio o in peggio, la ricezione delle mail da parte della nostra lista utenti, è la reputazione del nostro dominio.

Ma cosa stabilisce la buona o cattiva reputazione di un dominio?

I fattori sono molteplici: il tasso di apertura (open rate), l’interazione dell’utente con il testo della mail e, ovviamente, tutti gli elementi interni che abbiamo analizzato in precedenza.

Una precisazione a proposito dell’open rate, visto che l’abbiamo nominato: essendo un dato che quantifica il numero di visualizzazioni di immagini, non vengono presi in considerazione gli utenti che hanno disattivato la visualizzazione delle immagini, motivo per cui il dato stesso sarà sempre più alto.

Per interazioni, che influenzano positivamente la deliverability, si intendono invece tutte le azioni compiute dagli utenti, come una loro risposta alla mail, l’inserimento del mittente in rubrica, il click su un link, l’assegnazione di un tag e lo spostamento del messaggio in una cartella dedicata. 

Vi siete mai chiesti, poi, cosa succede quando un utente contrassegna la vostra mail come spam?

In sostanza, tre cose:

  • Le mail da te inviate verranno tutte indirizzate nella cartella spam dell’utente che ha contrassegnato il tuo messaggio;
  • Di conseguenza, se più utenti contrassegnano le tue mail come spam si abbassa la tua deliverability e il rischio di vedere le tue mail finire nella posta indesiderata anche degli altri utenti della tua lista;
  • Ricevi un “feedback loop”, ovvero un avviso che ti segnala che un utente ha contrassegnato una tua mail come spam. In questo caso, persistere nell’invio di mail a quello stesso indirizzo aumenta il tuo punteggio spam e abbassa la deliverability.

Anche la cancellazione di una vostra mail senza essere stata aperta, poi, può danneggiare la vostra deliverability, unitamente alla quantità di mail inviate. Va da sé, infatti, che è sempre meglio partire con piccoli invii, per poi aumentarne il numero in maniera graduale e costante. Una crescita esponenziale e realizzata in breve tempo di invii, infatti, aumenta il rischio di diventare spam.

Deliverability: l’importanza della pulizia della lista dei contatti

Ultimo consiglio per mantenere alta la vostra deliverability: fate attenzione agli indirizzi trappola!

Si tratta di indirizzi mail inutilizzati o, addirittura, creati ad hoc dai vai provider per individuare le mail spam.

Fate quindi attenzione ad acquistare e utilizzare solo liste di contatti che siano verificate e realmente affidabili e, nel momento in cui ricevete un “hard bounce”, vale a dire un messaggio di errore da un determinato indirizzo, eliminate immediatamente dalla vostra lista l’indirizzo stesso, così da evitare una penalizzazione sulla vostra deliverability.

Avere una lista contatti pulita, quindi senza indirizzi sbagliati o fittizi, è infatti un aspetto fondamentale che, se gestito con attenzione, dà ottimi riscontri e influisce positivamente sulla nostra deliverability. Per questo, si tratta di un argomento di estrema importanza al quale, a breve, dedicheremo un intero articolo nel quale vi spiegheremo, nello specifico, come mantenere pulita ed efficiente la vostra lista dei contatti.

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